Fino agli anni 1970, l’unica strada percorribile dagli sponsor per ottenere visibilità nel calcio italiano era limitata alla cartellonistica negli stadi e alla pubblicità nei mass media; in questo senso, è rimasto famoso l’operato della Stock, che coi suoi slogan pubblicitari all’interno del programma radiofonico Tutto il calcio minuto per minuto dedicati al brandy Stock 84, vide accrescere notevolmente la sua notorietà nel Paese. Nereo Rocco, furono tra i primi a prestare il proprio nome e la propria fama agli sponsor. Tutte e due le squadre si sono presentate con un numero ristretto di giocatori 9-10. Ricevitore partente Riccardo Baldisserri e il lanciatore Francesco Ramella che con una ottima prestazione conclude i primi cinque inning con 71 lanci e 10 K senza subire punti. Ospitò nelle sue sale il Presidente del Consiglio Francesco Crispi, il Ministro Benedetto Cairoli ed il Maresciallo Pietro Badoglio. Altre opzioni includono burro di noci senza aggiunta di zucchero e sale e semi come lino, sesamo, chia e canapa.
Durante questi brevi intermezzi, i bianconeri non vivranno mutamenti sulla loro maglia – pur se gli organi di stampa identificarono sovente la formazione col solo nome Cisitalia -, mentre i granata apporranno sui petti delle loro casacche, a mo’ di stemma societario, il logo dell’azienda della famiglia Agnelli. Una convenzione del 23 luglio 1981 (successivamente rivista il 27 luglio 1984, e nuovamente il 18 giugno 1987) tra Lega Nazionale Professionisti, Lega Nazionale Serie C e Associazione Italiana Calciatori disciplina questo rapporto, stabilendo che una società può sfruttare l’immagine di un calciatore nel momento in cui questo onora il contratto per cui è retribuito, cioè in partita e negli allenamenti, mentre un giocatore può decidere liberamente della propria immagine quando è lontano dal campo e non indossa i colori sociali del club. Nella Juve, Matri e Quagliarella bomber di coppa lasciano il campo a Vucinic e Giovinco (entrambi discontinui) mentre il Catania deve fare a meno di Bergessio. A seguito della rifondazione societaria del 2018, il neonato Lanerossi Vicenza Virtus ha infine riadottato la «R» come proprio stemma ufficiale. Come ancora oggi stabilisce il Regolamento delle divise da gioco, la FIGC e la Lega Calcio hanno il veto sul disegno delle maglie ma non sullo stemma societario di un club: una squadra può quindi scegliere liberamente il proprio nome e il proprio stemma, senza il rischio di violare le regole e incorrere in sanzioni.
2006 come secondary logo sulle maglie. La stagione 1978-1979 fu dunque la prima a permettere alle squadre italiane, in corso d’opera, di esporre sulle proprie divise da gioco un marchio commerciale, seppur molto piccolo e riguardante unicamente il settore tecnico: in totale, 13 squadre su 16 di Serie A sfruttarono questa possibilità. Il ds Rino Foschi ebbe il merito di avere avviato il progetto insieme al patron quando decise di lasciare il Venezia, repliche maglie poi due anni fa tornò per un breve periodo in estate e in questa stagione non ha esitato a riprendere in mano quel timone che seppur con dispiacere era stato costretto a lasciare. Tuttavia si era ancora lontani dal concetto di sponsorizzazione, seppur le aziende cominciassero a entrare nel mondo del calcio. Tuttavia le squadre dei campionati minori e quelle che mantenevano il nome storico derivante dal dopolavoro degli anni del fascismo, poterono ancora usufruire di questa pratica.
Tuttavia queste problematiche divennero sempre più rare nel corso degli anni, fino a scomparire, grazie anche ai nuovi spazi che hanno trovato gli sponsor sull’equipaggiamento calcistico dei giocatori, e lasciati «liberi» dal fornitore tecnico della squadra, come gli scarpini o (nel caso dei portieri) i guantoni. Esistono anche altre app per maglie da calcio che puoi prendere in considerazione oltre a quelle menzionate nelle righe precedenti: ecco qualche esempio. Con il passare degli anni, il mondo del calcio italiano si fece sempre più insofferente verso i divieti federali agli sponsor, tanto che oltre agli addetti ai lavori anche i mass media, con il Guerin Sportivo capofila, si fecero portavoci di una campagna a favore dell’arrivo della pubblicità sopra le maglie da calcio. Approfittando di questo vuoto normativo, è nel secondo dopoguerra che la pratica dell’abbinamento prese piede nel mondo del calcio italiano. INTERVISTA AL RESPONSABILE MARKETING «È un mondo tradizionalista, ma l’evoluzione non la puoi fermare. Pochi giorni prima di essere ucciso, durante un incontro organizzato dalla rivista MicroMega, così come in un’intervista televisiva con Lamberto Sposini, Borsellino aveva parlato della sua condizione di «condannato a morte».
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